Per me che amo i mobili di legno non è possibile immaginare una cucina o un soggiorno senza pensare a dove mettere una classica credenza della nonna.

Con questa definizione mi riferisco a quel tipo di mobile di varie dimensioni ma solitamente caratterizzato dalla presenza di ante e cassetti , con la parte inferiore definita “zoccolo” interamente chiusa, oppure semiaperta o ancora con i tipici piedi a cipolla.

Un modello che corrisponde pienamente a questa descrizione è la cosiddetta “credenza napoletana” visibile molto spesso nella versione con 2 ante e 2 cassetti . A completamento di una credenza base si può avere anche la parte alta detta “alzata” che a sua volta potrà essere in appoggio sul piano, oppure con un vano a giorno e la parte superiore con vetri o ancora si potrà avere una ltro must del genere classico/country : una bella piattaia.

Le tipiche credenze della nonna sono costruite in legno, naturalmente l’essenza utilizzabile era quella più facilmente disponibile nel luogo di “nascita” del mobile .

In montagna ad esempio gli alberi a disposizione erano pini, larici, abeti e castagni. In pianura abbondavano pioppi ma anche piante di noce, rovere e ciliegio.

Quasi sempre il mobile veniva poi rifinito con cere o tinte in genere scure per uniformare l’eventuale utilizzo di legnami diversi. Si utilizzava il legno massello poichè non c’erano tecniche e macchinari per creare piallacci ed era frequentissimo che le assi utilizzate si “muovessero” creando piccole o grandi spaccature sui piani o sulle antine del mobili.

Adesso le credenze si sono evolute e sono disponibili in moltissime forme, dimensioni, più o meno attrezzate con piani estraibili, vetrine e vengono sempre riproposte nell’ultimo colore di moda o con decorazioni personalizzate.

Io però non dimentico che la credenza della nonna resta il capostipite di tutti i mobili contenitivi moderni .

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